monte ortigara cippo austriaco

Storia

  • Info piste

    • 0/15 piste aperte
    • aggiornato al 15/04/2018
      • Pista Campomulo
      • Chiuso
      • Pista Moline
      • Chiuso
      • Variante Lozze
      • Chiuso
      • Pista Ortigara
      • Chiuso
  • Info rifugi

    • 2/2 rifugi aperti
    • aggiornato al 06/07/2018
      • Rifugio Base malga Campomulo
      • Aperto
      • Rifugio Adriana malga Moline
      • Weekend
  • Ultime news

    • aggiornato al 29/06/2018
    estate a campomulo news

    Anche a Campomulo è arrivata l'estate! Siamo prontissimi ad accogliervi per una stagione estiva all …

Un po' di storia

Morfologia e storia dell'Altopiano di Asiago Sette Comuni

L' Altopiano dei Sette Comuni (Sieben Comoine), più conosciuto con il nome di Altopiano di Asiago, è formato nella sua natura morfologica da due gradoni: uno situato ad una altitudine di circa 1000 m. s.l.m., che accoglie l'abitato di Asiago in una bellissima conca ben soleggiata e protetta dai venti freddi del nord; l'altro, enorme, più a nord, ad una altezza che varia tra i 1500 e i 2000 m. s.l.m.

Le piste del Centro Fondo Gallio si sviluppano sul gradone nord raggiungendo i 2.106 m. del Monte Ortigara. Il comprensorio sciistico risulta di proporzioni davvero gigantesche.

Altopiano: terra di Cimbri

Le radici cimbre dell'Altopiano di Asiago

I primi abitatanti dell'Altopiano furono probabilmente i Cimbri, popolazioni barbare.

Si trattava di popoli provevienti dal nord della Germania, ma anche dall'Olanda e dai paesi ancora più nordici (Danimarca, Svezia e Norvegia), che avevano invaso, intorno all'anno 1000, la parte settentrionale dell'Italia.

Successivamente, vinti e incalzati dai Romani, fuggendo, avevano trovato quassù, sul nostro Altopiano, un terreno a loro familiare e congeniale: grandi foreste con pianori ampi e radure. Fu così che vi si installarono, diventando boscaioli e pastori.

La loro lingua, che ne denota appunto la provenienza, era l'antico tedesco (Hoch Deutsch), molto simile alla parlata usata in Danimarca.

altar knotto

Si narra che...

In merito alle origini cimbre della nostra gente, vogliamo raccontarvi un fatto abbastanza curioso, e cioè la visita che fece in questo territorio, nel 1709, il re di Danimarca Federico IV, che venne accolto dalla popolazione dell'Altopiano con il grido di saluto "hoch unser könig" (viva il nostro re).

Narrano le storie che il re, nella fase di ritorno verso il proprio regno, dopo una lunga visita in Italia in cui aveva toccato varie città, tra cui Vicenza, venne a conoscenza che proprio nel territorio vicentino esisteva un piccolo Stato che vantava di appartenere all'antica stirpe dei Cimbri, cioè allo stesso popolo che abitava la Danimarca. 

Incredulo, sia sulla loro origine che sul loro linguaggio, il re volle personalmente conoscere la verità visitando il distretto. Si legge negli antichi scritti: "Tal cosa apportò a quel Re meraviglia somma e piacere insieme grandissimo, protestando che nella sua corte non si parlava così forbitamente".

Questo piccolo stato di lingua cimbra nel territorio italiano fu retto a Repubblica indipendente per lungo tempo; così pure la sua gente si mantenne "pura" fino alla caduta della Repubblica di Venezia, sua naturale tutrice.

Altopiano e Grande Guerra

La guerra del 15-18 sull'Altopiano dei Sette Comuni

Va ricordato, inoltre, un altro evento importantissimo che determinò le sorti di questo piccolo lembo di terra di tipo nordico, e cioè la totale distruzione che subirono i suoi paesi durante la Grande Guerra (1915-18).

In particolare il Gradone Nord fu teatro di aspre battaglie, i cui segni sono ancora ben visibili.

Poco distante da Campomulo, raggiungibile facilmente con una passeggiata estiva o con una ciaspolata in inverno, c'è l'Osservatorio Militare della Grande Guerra, un luogo con una splendida veduta panoramica su tutto l'Altopiano, comprese le cime che furono protagoniste dei più noti scontri che si combatterono durante il primo conflitto mondiale: tra queste, l'Ortigara, Cima Caldiera, il Monte Chiesa, Campigoletti, ecc.

sentiero del silenzio